Consulenza comportamentale: cosa aspettarsi?

Gli animali, soprattutto quelli domestici e da compagnia, possono manifestare delle alterazioni comportamentali che richiedono l'intervento di un esperto.

Tuttavia, pur avendo chiaramente delle difficoltà con il proprio animale, le persone sono restìe a contattare un consulente comportamentale (o comportamentalista) perchè non sanno esattamente cosa aspettarsi da questa figura.

Per quanto mi riguarda, durante la prima visita vi chiederò inizialmente l'esibizione di un certificato veterinario che attesti la buona fisica salute del micio, sempre che non sia stato direttamente il vostro veterinario a contattarmi.
La prima visita comportamentale consiste, generalmente, di due momenti: in una prima fase, ricostruiremo insieme la storia dell’animale, dall’adozione alla crescita, per passare ad eventuali momenti importanti della sua vita che possano averne condizionato il comportamento.
Questa raccolta delle informazioni (durante la quale, spesso, emergono momenti critici dello sviluppo comportamentale dell’animale), viene seguita dall’osservazione diretta: a seconda dei casi, potrei chiedervi di interagire con l’animale per vagliarne le reazioni oppure, soprattutto nel caso di gatti, sicuramente vi chiederò di visitare la casa, capire dove sono localizzate lettiere, ciotole, luoghi di riposo, ecc.

Di fatto, in tutte le fasi della valutazione, il comportamentalista lavora in sinergia con il proprietario ed ha bisogno di tutta la sua collaborazione per risalire all’origine del problema. In altre parole, si tratta di un lavoro “di squadra”, di un viaggio all’interno della mente e delle emozioni quotidiane dell’animale.

La prima visita, generalmente, dura un paio d'ore e termina con un insieme di prescrizioni (la terapia comportamentale) da seguire nei giorni e/o settimane avvenire, registrando opportunamente i successivi cambiamenti nel comportamento dell’animale. L’obiettivo della prescrizioni è quello di dare al proprietario tutti gli strumenti teorici e pratici necessari a comprendere l’origine del comportamento, riconoscerne i segnali, evitare che il comportamento indesiderato si ripeta ed, eventualmente, sostituirlo con un comportamento più appropriato.

I successivi contatti potranno essere telefonici (per confermare o meno l’evolversi della terapia) oppure frontali, laddove si rivelasse necessario un riadattamento o un cambio di terapia.