Educazione e gestione

Lo ammetto. Quando si parla di gatti, la parola "educazione" mi sembra sempre un pò inappropriata.

Nel gergo comune "educare" qualcuno vuol dire impartire una serie di regole e di convenzioni per la pacifica e rispettosa convivenza comune. In questi termini, educare un gatto farebbe pensare a volergli "insegnare" determinati comportamenti che favoriscano la sua convivenza con noi. Così, c'è sempre qualcuno che si chiede "come posso educare il mio gatto a non salire sul tavolo?", "come faccio a fargli capire di non salire sul letto?", "come posso evitare che si faccia le unghie sul divano?". E io, ogni volta, mi domando se il senso della convivenza con un gatto sia realmente questo.

In realtà, il termine "educare" deriva dal latino e-ducere che significa letteralmente condurre fuori, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto.
Sembrerebbe, allora, che in realtà il ruolo dell'educazione (e dell'educatore) non sia tanto quello di imporre o trasmettere delle regole, quanto quello di aiutare, guidare un individuo ad esprimere la propria natura, a crescere in libertà e coerentemente con il proprio modo di essere. Seguendo questa definizione, educare un micio non significa più condizionarlo a determinati comportamenti quanto, piuttosto, fornirgli tutte le condizioni ambientali e psicologiche che gli permettano di esprimere completamente la sua natura, senza per questo rinunciare alla sua amorevole compagnia.

Che meraviglia!

Questa prospettiva, rovescia completamente non solo il senso della parola "educazione" ma anche il senso della convivenza con un micio. Educare non significa più reprimere dei suoi innati, istintivi comportamenti che fanno parte del suo essere prima di tutto "gatto" e poi nostro compagno di vita... educare significa mettergli a disposizione un ambiente tale per cui tutti questi comportamenti siano liberi di esprimersi e vengano canalizzati su oggetti, persone, situazioni appropriate.

Questo è esattamente lo spirito con cui è viene curata la sezione del sito "Educazione e gestione": qui non vi verrà detto come "sgridare" il gatto se fa qualcosa di sbagliato ma, piuttosto, come agire affinchè certi suoi naturalissimi comportamenti possano esprimersi in maniera appropriata o possano essere reindirizzati laddove problematici.

E' importante ricordare sempre che il gatto è un animale che stabilisce con l'uomo un rapporto assolutamente paritario, che concede rispetto solo se rispettato e fiducia solo se non tradito. Ecco perchè è importante stabilire un rapporto basato sulla complicità, l'amicizia e la libertà reciproca, piuttosto che assumere atteggiamenti paternalisti di cui micio, dotato di profonda intelligenza e autonomia, non ha assolutamente necessità.

Articoli correlati