Il cane utile

Il concetto è semplice. Apprezziamo solo ciò a cui diamo valore. E ai cani non diamo valore. Finché non ci servono.

L'intolleranza diffusa nei confronti dei cani, soprattutto in ambito urbano, quel disturbo piuttosto comune nel vederli entrare in locali pubblici, al bar, nei negozi, nei ristoranti, nei parchi, trae origine dal fatto che, contrariamente a 50-60 anni fa, il cane non è più percepito come entità "utile" all'economia familiare ma come un lussuoso "di più". Mentre nella cultura contadina dell'inizio del secolo scorso il cane rappresentava un eccellente collaboratore nelle attività utili al sostentamento familiare tanto che nessuno si scandalizzava all'idea che il contadino si spostasse ovunque seguito dal suo cane, il cittadino medio odierno tende a chiedersi: "Il cane... perché? Perché avvalersi della presenza di un animale che sparge pelo, che puzza se piove, che va portato fuori 3 volte al giorno malgrado le condizioni meteorologiche e in barba a tutta la stanchezza accumulata durante la già impegnativa giornata di lavoro?". Naturalmente, ad occhi che interpretino la presenza del cane in questo modo non può che apparire pazzesca l'idea di permettere a questi portatori di cattivi odori, di sporcizia e di disturbo della quiete, di seguire i proprietari nei luoghi pubblici di aggregazione e ritrovo sociale. Il cane è una "cosa a sé", "una roba" che riguarda altri, che altri hanno scelto e di cui altri devono farsi pieno carico senza che la loro scelta si ripercuota su chiunque abbia preferito una via di purezza e igiene.

In questa pagina non tedierò nessuno nel sottolineare quanto, invece, proprio l'integrazione sociale del cane nell'ecumene permette di alzare sensibilmente la soglia di pericolosità sociale indotta, invece, dall'emarginazione e la ghettizzazione che molti oppositori del cane auspicherebbero. Mi limiterò, invece, ad introdurre questo video che presenta solo alcune delle attività di soccorso e assistenza ad umani in cui i cani vengono abbondantemente e con successo impiegati. A volte penso che, sebbene nessuno ci obblighi ad amare i cani, dovremmo semplicemente un pò più di riconoscenza, da tradursi in maggior rispetto e tolleranza, verso questa specie, qualità sempre più rare anche tra umani: i cani che appaiono in questo filmato e i milioni di cani che vengono integrati - a volte a rischio della loro stessa vita - nelle attività umane, lo fanno gratis, lo fanno con entusiasmo e, soprattutto, con il solo desiderio di fare l'unica cosa per cui si sono realmente evoluti: affiancare l'uomo e fare squadra con lui. Mentre noi vorremmo volentieri farli sparire dalla faccia della terra o, quanto meno, dai nostri lindi marciapiedi e dai nostri begli abiti incontaminati. Del resto, sono solo cani.... Finchè non ci scappa l'emergenza, s'intende.

(Video tratto da questo indirizzo)