Il concetto di dominanza

Questo articolo è stato pubblicato il 25 Maggio 2009 dal Science Daily, una delle più importanti testate giornalistiche sul mondo animale.
Finalmente, sempre più a chiare lettere, anche il mondo accademico inizia a fornire prove evidenti e a demolire l'idea che i cani regolino la loro esistenza e i loro rapporti con l'uomo e con gli altri cani attorno al concetto di "dominanza".
Vorrei invitare alla lettura di questo articolo non solo i cinofili ma anche i gattofili perché in esso sono contenuti alcuni concetti chiave che, con le dovute proporzioni, si applicano anche ai gatti, sui quali spesso leggo fantasiose teorie a proposito di dominanza, sottomissione e gerarchie varie nei confronti dei proprietari. Due sono le conclusioni più importanti che possono essere tratte, anche per quanto riguarda il mondo psicologico dei gatti:


  • alla base del modo con cui i gatti (e i cani) si rapportano nei confronti degli umani e degli altri animali c'è la relazione a due;
  • punire un cane, un gatto o un qualsiasi animale (con uno strumento, con la voce, con la postura, con l'imposizione fisica, ecc.) non gli insegna nulla, se non ad aver paura di noi. Ed è questa paura una delle fonti principali di aggressività verso altri animali e verso noi stessi.

Il concetto di “dominanza” per spiegare il comportamento del cane è sorpassato


Science Daily (25 maggio, 2009) – Un nuovo studio rivela che il comportamento del cane è stato frainteso per generazioni: di fatti, l’applicazione di idee scorrette sul comportamento e sull’addestramento del cane, piuttosto che curare, è più probabile causi comportamenti non voluti.

I risultati dello studio sfidano molte delle interpretazioni del comportamento e delle tecniche di training basate sulla dominanza, tutt’oggi suggerite da alcuni addestratori televisivi.

Contrariamente da quanto si pensi, la ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Veterinary Behavior dagli accademici del Department of Clinical Veterinary Sciences dell’Università di Bristol, dimostra che i cani aggressivi NON sono quelli che cercano di imporre la loro dominanza sul loro “branco” canino o umano.

I ricercatori hanno impiegato sei mesi per studiare il comportamento di cani liberi di interagire presso il centro adozioni Dogs Trust, e per rianalizzare i dati relativi a studi su cani randagi, prima di concludere che le relazioni reciproche tra due individui sono il frutto dell’esperienza, piuttosto che del desiderio di imporre la propria “dominanza”.

Lo studio ha dimostrato che i cani non sono affatto interessati a mantenere la loro posizione gerarchica nel branco, come tanti ben noti addestratori sostengono.

Gli accademici sostengono che, ben lontani dall’essere utili, gli approcci addestrativi finalizzati a “ridurre la dominanza” vanno dal compromettere i risultati dell’addestramento, ad essere realmente pericolosi, fino a peggiorare probabilmente il comportamento.

Insegnare ai proprietari a mangiare prima dei loro cani o ad attraversare per primi le porte non influenzerà la percezione generale del cane sulla relazione – semplicemente, insegnerà loro cosa aspettarsi in queste specifiche situazioni. Ancor peggio, tecniche come immobilizzare il cane sul pavimento, stringergli le mascelle, rivolgergli trombe da stadio, renderanno il cane ansioso, spesso nei confronti del proprietario e potrà portare, potenzialmente, ad una escalation di aggressività.

La Dott.ssa Rachel Casey, docente di comportamento e benessere degli animali da compagnia presso l’Università di Bristol dichiara: “L’assunzione di fondo che ogni cani sia motivato da un certo desiderio innato di controllare le persone e gli altri cani è francamente ridicola. Essa sottostima enormemente le complesse capacità comunicative e d’apprendimento dei cani. Inoltre, porta all’uso di tecniche d’addestramento coercitive, che compromettono il benessere e generano realmente problemi di comportamento ”.

“Nella nostra clinica vediamo molto spesso cani che hanno imparato ad esibire aggressività in maniera anticipata per evitare delle punizioni. I proprietari spesso inorridiscono quando spieghiamo loro che il cane è terrorizzato da loro e dimostra aggressività a causa delle tecniche che essi stessi hanno usato – ma non è certo colpa loro, quando sono stati consigliati di farlo o quando hanno visto “educatori” senza alcuna qualifica raccomandare queste tecniche in TV”.

Al Dogs Trust, la più grande organizzazione per il benessere del cane nel Regno Unito, lo staff del centro adozioni assiste ai risultati di addestramenti sbagliati ogni giorno. Il direttore veterinario Chris Laurence aggiunge: “Siamo in grado di riconoscere quando un cane arriva da noi dopo essere stato soggetto alla tecnica di “riduzione della dominanza” tanto amata da certi addestratori televisivi. Possono essere cani molto spaventati, il che può portare a farli diventare aggressivi verso le persone.

“Sfortunatamente, molte tecniche usate per insegnare ai cani che il loro proprietario è il leader del branco sono contro-producenti; non avrete un cane che si comporta meglio ma potreste ritrovarvi o con un cane talmente spaventato da aver soppresso qualunque suo comportamento naturale al punto da non reagire più a nulla, oppure un cane aggressivo al punto da essere pericoloso stargli accanto”.

(Traduzione: S. Campa)


Riferimenti bibliografici

  • John W.S., Bradshaw , Emily J., Blackwell , Rachel A., Casey. Dominance in domestic dogs -- useful construct or bad habit? In Journal of Veterinary Behavior: Clinical Applications and Research, May/June 2009, Pages 135-144

Per chi lo desidera, è disponibile l'articolo del Science Daily in lingua originale.