Il dilemma "sicurezza"

Gatto in casa o con accesso all'esterno?

Decidere se tenere il gatto in casa facendogli fare esclusivamente vita indoor o permettergli di uscire, di esplorare, di conoscere il mondo e di “fare il gatto” pienamente, è uno degli interrogativi più frequenti e più etici a cui un proprietario debba rispondere.
In questo articolo si cercherà di analizzare la questione sia dal punto di vista della psiche umana che da quella felina, facendo anche ricorso alle parole di Peter Neville, noto comportamentalista inglese, autore di un ottimo articolo scritto per il FAB circa il dilemma etico del tenere i nostri amati gatti al sicuro, rispetto al permettere loro di comportarsi secondo natura. Infine, si vedranno alcuni consigli pratici su come mantenere i gatti indoor stimolati e attivi.
E' un articolo un pò lungo ma questo testimonia, a mio avviso, di come la questione sia tutt'altro che irrisoria e non è liquidabile con un semplicistico ricorso all'idea che il gatto "si abitua" o "si adatta".


La relazione proprietario-gatto

Secondo Peter Neville, ”A metà degli anni ’80, uno studio rivelava che il 99% dei proprietari di cani e di gatti consideravano i loro animali come membri della famiglia e il 97% parlavano ai loro animali almeno una volta al giorno. L’attaccamento pet-proprietario può esprimersi a vari livelli ma i fattori che contribuiscono ad aumentare il livello di attaccamento da parte del proprietario sono l’essere single o senza figli o necessitare di un qualche supporto emozionale. Nel corso degli anni, molti studi sono arrivati a classificare i gatti e i cani di casa come “figli sostitutivi”. Alcuni proprietari descrivono la relazione con il loro gatto come essere più vicina a quella tra madre/padre e figlio, alcuni parlano talvolta ai gatti come se stessero parlando ad un bambino, altri parlano loro esclusivamente in questo modo. Tuttavia, limitarsi a descrivere la figura del gatto come sostitutiva di un figlio, rischia di ignorare altri importanti fattori ed è una grossa semplificazione. In questi termini, infatti i proprietari stanno semplicemente asserendo che il gatto soddisfa alcuni loro particolari bisogni. Un gatto che viene vissuto come un figlio dal suo proprietario, soddisfa il bisogno umano di prendersi cura di un individuo dipendente. Più comunemente, cani e gatti sono visti dai loro proprietari come “amici intimi” e molti di noi direbbero che sono consapevoli dei nostri umori. Quindi non è una sorpresa che si voglia tenerli al sicuro come qualunque altro membro della famiglia.
Gli psicologi che hanno studiato le relazioni umane, quali il matrimonio, hanno riscontrato che le difficoltà sono più comuni quando un partner non riesce a considerare l’altro come un individuo a sé e dotato di una propria personalità. Ciò accade perché, in questo caso, è facile proiettare i propri bisogni sul partner. Normalmente, più grande è lo stato d’ansia e di conflitto di una persona, maggiore sarà il suo bisogno di agire in questo modo. Se questo accade nella relazione tra gatto e proprietario, può causare la disaffezione e indurre molti problemi comportamentali nel gatto che finisce dal veterinario o da un comportamentalista per essere aiutato. La soppressione dei bisogni emotivi di un gatto in favore delle richieste emozionali del proprietario porta ad una relazione meno soddisfacente per il proprietario e, di solito, anche per il gatto. Uno studio ha rivelato che più i proprietari (in questo caso casalinghe svizzere) rispondevano al loro gatto, più era probabile che questi rispondessero loro; e più sono le interazioni iniziate dal gatto, più a lungo esse durano. Possiamo fallire nel comprendere i veri bisogni di vita del nostro gatto. Aspettarsi che il gatto sia in grado di soddisfare le richieste psicologiche umane porta al cuore di molti problemi di comportamento felini.

Molti proprietari in Europa permettono ai loro gatti la libertà di ampi spazi liberi per fare tutto ciò che il gatto fa all’aperto, e curarli, alimentarli e godere dell’interazione sociale con loro quando tornano a casa. Nel Regno Unito solo il 10% dei gatti vive stabilmente in casa, sebbene la percentuale stia aumentando e sia molto più alta negli USA, dove tenere i gatti in casa è consigliato. Questa tendenza a tenere i gatti indoor è iniziata quando le nostre vite sono diventate più frenetiche, nelle città, dove molti proprietari vivono concentrati in appartamenti condominiali. Dai piani più alti, a volte il gatto non è in grado di raggiungere il pianterreno ma ci sono proprietari cittadini talmente preoccupati circa la sicurezza dei loro pet all’esterno da scegliere di tenerli in casa anche se vivono al pianterreno. Statisticamente, un gatto su quattro muore investito sotto le ruote di un’auto in UK, sebbene, la morte sulla strada sia più probabile nel primo anno di vita. Se un gatto sopravvive al suo primo anno e impara a riconoscere i pericoli del suo ambiente, è molto probabile che viva una vita lunga 15 anni o 20 o più, seppur in un territorio affollato. Si pensa che un gatto in città sia a maggior rischio di venire ferito o ucciso sulla strada rispetto a zona extraurbane o in campagna, semplicemente a causa del gran volume di traffico e il numero di strade ma anche in campagna i gatti periscono sotto le macchine. Quell’unico veicolo in una giornata che passa inatteso per una stradina solitaria può cogliere di sorpresa il gatto rilassato e ignaro, tanto che alcuni proprietari scelgono di tenere il loro pet indoor per motivi di sicurezza anche in aree rurali.
Questa scelta può salvaguardare i gatti più giovani da pericolose competizioni con predatori selvatici come volpi e aquile e anche da rischi di essere avvelenati dall’ingestione di topicidi. I gatti indoor sono meno esposti al rischio di contrarre malattie che i gatti si trasmettono fra loro, sono protetti contro le ferite e le risultanti infezioni che possono originare dalle lotte ed è meno probabile che contraggano parassiti come vermi e pulci. E, naturalmente, alcuni gatti timidi ed anziani possono preferire di stare in casa comunque, al caldo, protetti e ben lontani da tutte le cose che possono accadere fuori.
Dal momento che sempre più persone optano per tenere un gatto di razza (circa il 10% in UK), anche la percezione del rischio di furti incoraggia i proprietari a confinare il loro gatto in casa per la sua sicurezza, anche se le possibilità che un gatto a pelo corto venga rapito per il suo mantello sono probabilmente sovrastimate. La realtà è che molti gatti con la possibilità di accedere all’esterno cambiano semplicemente casa, per un motivo o per un altro, o si perdono o accidentalmente restano bloccati in garage e capannoni e poi vengono adottati da qualcun altro, o vengono scambiati per randagi da associazioni di tutela che li riaffidano a nuove famiglie. Molta gente, quindi si convince a tenere i propri gatti indoor anche se potrebbe esserci un ambiente relativamente sicuro ed interessante là fuori semplicemente per evitare che venga portato via".

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