Il dilemma "sicurezza" - pag.2

(continua da Il dilemma sicurezza - pag.1)


Il benessere emozionale del gatto

L’attaccamento del proprietario medio di un gatto è talmente profondo, che molti gatti vivranno quindi la loro intera esistenza in casa. Non ci sono dubbi sul fatto che un gatto indoor viva più a lungo e più al sicuro dei gatti che hanno la possibilità di cacciare e di esplorare fuori.

Ma cosa ne è del loro benessere psicologico?

Il gatto ha iniziato ad evolversi 13 milioni di anni fa per diventare oggi un predatore obbligato in cima alla catena alimentare e un cacciatore solitario. Questo significa che il gatto è progettato per muoversi nel suo ambiente di caccia, da una parte evitando i pericoli e, dall’altra, intercettando prede, avvicinandole e catturandole.


Per fare questo, il gatto ha dovuto sviluppare capacità sensoriali eccezionali, una vista specializzata che distingue anche a una bassa quantità di luce, nelle ore in cui le prede (roditori) sono più attive e gli uccelli sono abbassano la guardia e un senso dell’udito che permette di avvertire a frequenze molto alte lo squittire di topi o ratti. Il loro olfatto, sebbene maggiormente impiegato per l’organizzazione sociale piuttosto che per la caccia, è molto più potente del nostro e di quello di molti cani. Con le loro vibrisse altamente sensibili al tatto e i peli di guardia sul mantello, i gatti possono essere considerarti come esseri super-sensoriali rispetto a predatori-raccoglitori come gli umani o predatori-saprofogi come i cani, i quali ottengono molto del loro cibo in quanto membri di un gruppo e possono affidarsi gli uni agli altri per intercettare o rispondere ai pericoli.

L’arena esterna

I gatti non sono semplicemente in grado di decifrare tanto minuziosamente quel che succede attorno a loro: essi realmente HANNO BISOGNO della stimolazione dei loro sensi durante le ore di veglia e dell’opportunità di organizzare i loro comportamenti riguardo l’intercettare, l’inseguire e uccidere delle prede.
Socialmente dipendenti dalla loro madre da cuccioli e, da adulti, esseri spesso socievoli gli uni con gli altri, possono avere anche contatti sociali con altri gatti e, complessivamente, avranno tutti certamente bisogno di avere frequenti contatti con il loro proprietario per voler rimanere all’interno di un contesto domestico. Questo vale, soprattutto, laddove è facile concedere ai gatti la libertà dell’esterno. Il gatto esce quando sente di aver bisogno di fare esercizio, o di cacciare, un bisogno così fondamentale sul piano emozionale che di solito persiste anche nel pet meglio alimentato. Il gatto va fuori anche per trovare stimoli per il suo cervello di mammifero altamente avanzato, per mantenerlo in forma, reattivo, attivo. L’opportunità di esplorare nuove cose in un ambiente in continua evoluzione e di soddisfare l’esigenza sia di essere socievole, sia di essere altamente territoriale e anche di difendere certe risorse da altri gatti del vicinato, sono tutti aspetti dei bisogni del gatto importanti per la sua salute psicologica esattamente come lo è essere amato, giocare ed essere alimentato con il migliore cibo dai suoi amati proprietari.


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