La procedura per l'inserimento

Prima di abbandonarvi completamente all'idea di adottare un secondo (o terzo, quarto, quinto...) micio, vi invito a leggere alcune riflessioni a proposito di questo argomento, nell'articolo Inserimento di un secondo micio in casa.

Presa la decisione definitiva e compreso che il gatto è un animale particolare davanti a cui non si può presentare il nuovo arrivato aspettandosi che festeggi o si lanci in entusiastici giochi, resta da capire come muoversi affinchè la conoscenza reciproca avvenga nella mia maniera più dolce e più rispettosa possibile per entrambe le parti.

Perchè fare un inserimento graduale?


Prima di passare alla procedura dettagliata per un corretto inserimento, cerchiamo di capire perchè è così importante seguirla e perchè la gradualità è il valore più importante da perseguire.
Come è stato detto in apertura, il gatto ha due caratteristiche di specie importantissime:
  • nasce come predatore solitario che, talora, può tollerare la presenza di consimili in contesti abbondanti di risorse, ma
  • incontrando un consimile sconosciuto nel suo territorio, tende istintivamente ad averne paura e a reagire ringhiando, soffiando o addirittura attaccando perchè lo interpreta come una minaccia, sia per la propria incolumità fisica, sia come un invasore arrivato ad occupare i suoi spazi.
Non aspettatevi MAI, per nessun motivo al mondo, che mettendo di fronte due gatti – anche cuccioli – sconosciuti, questi potranno darsi una fugace annusatina e poi mettersi a giocare! I gatti non sono cani, non sono animali sociali obbligati e la conoscenza reciproca passa necessariamente dal superamento di una iniziale, istintiva, inevitabile ostilità reciproca che può esprimersi a vari livelli di intensità.

Inoltre, non sottovalutate mai segnali come ringhi, soffi e zampate nervose perchè spesso sono il sintomo di un rancore reciproco destinato a depositarsi nell'animo dei due gatti, per riesplodere con il tempo, magari dopo giorni, mesi o addirittura anni e dopo una convivenza apparentemente tranquilla.

Detto questo, risulta chiaro che per ottenere una convivenza pacifica tra due gatti è necessario aiutarli a costruire nella loro mente un’idea positiva dell’altro, sin dal loro primissimo contatto. Permettere a due gatti di conoscersi con gradualità e senza scontrarsi nemmeno una volta, getterà le basi per una convivenza in cui i due soggetti saranno legati non solo da una mite (e talvolta instabile) tolleranza, ma addirittura da una grande amicizia!
Al contrario, due gatti costretti a conoscersi in un ambiente chiuso come un appartamento, senza gradualità, fatti incontrare da subito e lasciando fare tutto agli eventi, è molto probabile che nel relazionarsi rimangano condizionati dal ricordo del loro primo incontro, fatto di paura, agitazione, ansia e aggressività.
Del resto, immaginate di essere comodamente seduti sul divano di casa vostra e che vi venga a trovare un amico accompagnato da una persona a voi sconosciuta la quale, appena varcata la soglia di casa, inizia a minacciarvi alzando le mani e a rivolgervi epiteti. Che probabilità c’è che con questa persona stabiliate una sincera e duratura amicizia? Probabilmente, se rimaneste da soli su un’isola deserta, imparereste anche a sopportarvi ma con l’intimo desiderio di fuggire lontano.
Ai gatti accade la stessa identica cosa. Un individuo che si presenta “male” la prima volta, sarà visto sempre con diffidenza, il che alza le probabilita’ di litigi, scontri, zampate e convivenza stressante.

Riassumendo, un corretto inserimento, allora, punta ad insegnare a Micio due cose fondamentali:

  • il nuovo arrivato non è una minaccia dal punto di vista fisico (ossia non attaccherà, non aggredirà)
  • il nuovo arrivato non pregiudica la disponibilità delle risorse fino a quel momento avute (il cibo non diminuirà, lo spazio sarà a disposizione di entrambi, ecc.).
A Micio queste due cose andranno “insegnate” e, basandosi esse sulle capacità di apprendimento, richiedono alcuni giorni per poter essere ben elaborate e assimilate. La procedura per l’inserimento, dunque, ha lo scopo di accompagnare Micio in questa fase di istruzione.

AVVERTENZA: Anche se sono più numerosi i casi in cui si riesce ad arrivare ad una convivenza pacifica, è doveroso tenere presente che ci sono anche quelli in cui il gatto residente non arriva mai ad accettare il nuovo arrivato. Si tratta, generalmente, di gatti particolarmente territoriali, magari un pò in là negli anni, assolutamente indisponibili a vedersi invadere gli spazi da un altro gatto o di gatti con profonde carenze di socializzazione o, ancora, di gatti traumatizzati da inserimento troppo accelerato e brutale. In questi casi, purtroppo, l'unica soluzione per ristabilire la pace in famiglia è il riaffido del nuovo arrivato.