Otto anni di Kleopatra, il mio viaggio verso Ziwataneo

"Ziwataneo è un posto caldo, senza memoria".

Ieri questa bambolina preziosa ha compiuto 8 anni. 2920 giorni di cui circa 2860 accanto a me, immersa nella mia vita. Piu' di 70000 ore di esistenza.
Poco piu' di un anno fa (447 giorni, per l'esattezza) ho creduto di perderla e da allora non passa giorno in cui io non ricordi quale dono prezioso sia l'averla ancora accanto a me, fiera, solida, con quello sguardo unico nella sua capacita' di tenermi a galla nel pantano delle mie miserie quotidiane.
Kleopatra e' molto diversa da Morgan. Cio' che li accuma e' che entrambi mi hanno spiegato nel tempo cosa si aspettavano da me, entrambi mi hanno spiegato chi erano e dove volevano andare o, quanto meno, dove speravano che io li portassi. Morgan lo ha fatto silenziosamente, a piccoli, discreti passi, svelando lentamente un po' di se' come guidandomi lungo un percorso di Pollicino su cui ho dovuto imparare a seguire le sue indicazioni di mollica, non sempre visibili, spesso nascoste tra le foglie, mangiate dagli uccelli di passaggio, rubate da formiche e scoiattoli affamati. Depistata da tanto vento. Sono sicura che Morgan abbia sempre saputo la destinazione e mi piace pensare che abbia sempre pensato che ci sarei arrivata ma non ha mai voluto regalarmi la soluzione. Mi ci ha portata, mi ha aspettato, mi ha guidato da lontano, non ha perso fiducia e, soprattutto, non si e' mai dimenticato di dirmi "ci siamo" per ogni minimo passettino in avanti che riuscivo a fare nella sua direzione. "Sonia was here", a lama di coltello.

Kleopatra no. Kleopatra ha sempre avuto un approccio molto frontale. Le cose che non le andavano bene me le ha sempre fatte notare con solerzia e forza di carattere, sbattendomi in faccia la mia inadeguatezza ad andare dietro alla sua immagine del mondo, immensamente piu' grande, piu' ricca, piu' lussureggiante di quanto io fossi capace di immaginare. Kleopatra e' sempre riuscita a guadagnarsi una fuga al di la' di qualunque recinzione abbia tentato di imporle nel tempo. La sua e' sempre stata una liberta' mentale, prima ancora che fisica. Kleopatra e' sempre riuscita a spingersi "oltre". Mi ha sempre messo davanti al fatto compiuto, con le spalle al muro, i suoi sono stati continui out-out del tipo "o la borsa o la vita" e io sempre felice di consegnarle la mia, di vita, perche' la sua le e' sempre appartenuta di piu'.
Alla fine ho dovuto cedere, mi sono arresa a lei e ai suoi occhi solidi per poi scoprire di amare di lei cio' che io ho sempre avuto l'ambizione di essere, ma lei ha avuto il coraggio di diventare.

E' stata madre ed e' stata esemplare, mi ha mostrato i suoi figli sussurrandomi "vedi? Non temere, io lo so come vanno queste cose", salvandomi dalla sorpresa, dalla presunzione, dall'ennesimo senso di inadeguatezza. E' stata madre dei suoi cuccioli e a volte e' stata madre anche di me.

Kleopatra mi insegna ancora adesso ogni giorno che non si ottiene se non si lotta, che non si arriva se non si parte. E che la liberta' e' il piu' prezioso dei beni e l'unico per cui valga la pena non arrendersi.

Ieri ha compiuto 8 anni, guardo con apprensione il calendario, annaspo nel prevenire, nel capire, nel captare ogni sfumatura del suo umore e della suo stato. E piu' la seguo con gli occhi, piu' mi innamoro di questa creatura di terra, di fuoco e di aria, la mia bimba speciale, la mia migliore amica, un piccolo miracolo nei miei giorni che, pretendendo che di spiegarmi come volesse vivere la sua vita, mi ha insegnato ad amare e rispettare di piu' la mia. Perche' e' una sola e ognuno di noi ha il diritto di viverla al meglio. Ognuno di noi ha diritto a scavalcare le recinzioni, dentro e fuori se stesso. Mica per andare lontano... giusto il tempo di farsi un giro e prendere un po' di sole in mezzo all'erba profumata...